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Food and Beveragge

21-06-2020 22:10

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Esponiamoci...

06-05-2017 22:36

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Didattica e consulenze in - sala di posa professionale -

07-02-2016 16:25

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Incontri individuali
Corso personalizzato per impostare le luci e tutto ciò che riguarda la ripresa in studio e ambientazioni.
La sala di posa può essere affittata anche per lavori personali. Viene fornita di tutto quanto è necessario per riprese professionali.
Costo per giornata : € 150,00
Costo orario : € 35,00
Dove : a Legnano
Costo corso base : 2 giorni completi in sala posa e una postazione Pc per visionare il materiale scattato € 280,00 - Il materiale prodotto non potrà avere fini commerciali.

Consulenze per produrre in proprio materiale commerciale : costo € 70,00 include le prime 2 ore di sessione scatti, poi € 25,00 ad ora.

Prenotazioni: proseguire nella sezione Preventivi compilando il modulo con le indicazioni richieste o mandare una e mail a: alberto.giudici@yahoo.it

Corsi 2016

03-06-2016 11:21

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Corsi individuali tipologia base
Prime 4 Lezioni € 70,00
Poi a lezione € 10,00
Pacchetto prepagato 10 Incontri € 150,00

Corsi individuali per Photoshop
Prime 2 lezioni € 80,00
Pacchetto Prepagato 6 lezioni 200,00

Scuola di fotografia personalizzata - Incontri Individuali

30-12-2015 11:25

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Incontri individuali
Corso personalizzato per impostare la fotocamera, la luce, tutto ciò che riguarda la tecnica e relativi dubbi da chiarire.
Disponobile anche per consulenze durante la realizzazione di un lavoro; valutazione e critica di un progetto. Come si dice quattro occhi sono meglio di due. Per questi, e ogni altro motivo inerente la fotografia o le arti visive in generale metto a disposizione l'esperienza maturata in trent'anni di attività professionale e una quindicina di insegnamento.

Quando: su appuntamento
Dove : a Legnano e zona
Costo orario : € 30,00
Costo per 10 ore di consulenza : € 225,00
Costo corso base : € 75,00 - tre incontri di un'ora cad. ripartiti nello spazio di un mese.
Prenotazioni: proseguire nella sezione Preventivi compilando il modulo con le indicazioni richieste o mandare una e mail a: alberto.giudici@yahoo.it

Scuola di fotografia vari livelli - Incontri collettivi

30-12-2015 11:35

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Durante l'anno voglio anche poroporre incontri collettivi (workshop) per dare la possibilità di condensare in poche ore progetti visivi, conoscenze tecniche e lavorare in gruppo. Questi incontri collettivi possono variare sia per la durata che la cadenza.

Su specifiche richieste si può organizzare un gruppo (minimo 4 massimo 10 partecipanti) su argomenti specifici. Metto a disposizione l'esperienza maturata in trentanni di attività come fotografo professionista e oltre quindici come docente.

In questo Duemilasedici un primo incontro già in programma sarà nel mese di Aprile e riguarderà il forostenopieco. Idee, foto, tecniche e laboratori sull'argomento.
Se non conoscete la tecnica questa sarà una prima occasione per scoprire un mondo affascinante ed inaspettato della fotografia senza luso di ottiche particolari.



Immagini mai guardate

18-11-2015 11:15

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C'è molto materiale visivo che giace nei cassetti, oggi dovremmo dire in qualche memoria virtuale che nessuno ha mai guardato e guarderà mai.
È la solita idea della fotografia. Non scatti per ricordare, ma ricordi ciò che hai già visto.
Quindi.
Non lo so con certezza, ma l'incertazza dello sguardo e della memoria mi affascinano sempre.
Le certezze quelle stampate su un foglio di carta fotografica, quelle certezze, le voglio interpretare, così una fotografia scattata per uno scopo si scopre che ha mille significati diversi tutti ugualmente corretti. Cosa accade se le immagini che scatto per un motivo o per l'altro viceversa non le mostro mai? Oggi questa domanda pone il vero problema. Quello della ricerca di uno scatto che non abbiamo ancora visto. Non mi riferisco solo alla necessità tutta umana ed illusoria di ricordare il passato, persone, luoghi, mode, quelle immagini se non le abbiamo vissute da contemporanei non ci appartengono e difficilmente capiamo fino in fondo lo sguardo del fotografo, il significato della luce. Mi riferisco più in generale al ricodo del passato prossimo quelo appena vissuto e non ancora da ricordare con l'iconografia della memoria.
La catstrofe del non mi ricordo dovrebbe insegnarci a curare di più lo sgurdo sulle cose contemporanee, a giudicarle meglio a saperle apprezzare di più poi in molti casi se proprio ci fanno schifo possiamo sempre ignorarle consapevolmente. Invece no. Noi scattiamo con la nostra memoria labile immagini che non sapremo mai tradurre in fotografie, perchè fotografare è ancora una cosa seria. Saper fotografare è ancora un mestiere, poco apprezzato dai più, svilito dal mercato cialtronesco della facilità del click ma assicuro che è ancora un mestie anzi un'artigianalità che la si deve imparare con il tempo, o come succede di rado un'arte che è insita nel proprio sguardo e che la si sa tradurre in luce, in fotografia.
Arte ed artigianalità, questa la logica con cuui bisognerebbe osservare gli scatti fotografici. Altrimenti si creano come stiamo facendo in questo periodo immagine multiple che non saranno mai fotografie e quelle immagini saranno solo immagini mai guardate.




Scatti per caso

10-10-2015 11:09

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Alla scoperta della fotografia.

08-10-2016 11:50

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Puoi trovare l'intervista che ho rilasciato a PRONTO PRO BLOG un sito che:
"Trova il professionista adatto alle tue esigenze!"

Normalmente non sono così "vanitoso" ma condividere con voi questa possibilità mi sembra il modo migliore per far conoscere anche le mie idee sull fotografia contemporanea, vista troppo spesso come un accessorio necessario ma mai pensato. Un accessorio semplice ebanale che in molti casi fa realmente la differenza. Leggete le mie risposte e vedrete che una fotografia diversa è possibile sia pensarla che realizzarla.
Al prossimo post, al prossimo coorso di fotografia. Alle prossime idee.
Questo è il primo di una serie di post dedicati alla scoperta della fotografia e dei fotografi. Si comincia sempre con qualche cosa di personale.

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Che strano.

09-10-2015 11:48

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Ennesimo libro di fotografie, ennesima mostra, la millesima volta di una recensione, un ulteriore conferma che dietro c'è solo commercio, non c'è arte, non c'è fascino per le idee . Commercio e basta. Purtroppo questi poi sono i libri che una volta pubblicati rimangono negli annali. I signori un pò attempati che per carità possono parlare di fotografia con cognizione di causa, perchè nella loro vita oltre che praticarla l'hanno vissuta sulla propria pelle devono rendersi conto che se si parla di qualità, di cultura, di bla...bla...bla...va benissimo tutto devono distinguere la fotografia dall'immagine. Ci sono mille autori che con un decimo delle risorse messe in campo per costruire il lancio editoriale di alcuni libri potrebbero campare anni delle lora vita e produrre cose veramente artistiche. Poi ci sono autori che sanno fotografare meglio o peggio non lo so comunque avranno cose più innovative da esplicare, che non storie, racconti e ricette.
Anche per oggi i grandi autori italiani li ho un pò sminuiti, ecco fosse per me li sminuirei ancora di più perchè in tempi di crisi, in tempi di "cambiamento" non puoi servire sempre citare gli stessi autori. Bisogna cambiare. C'è bisogno di un contrasto netto fra il nuovo che dovrà arrivare e il vecchio che è stato.

Ben inteso, non sono quì a dire che nuovo è bello e bisogna prendere questa posizione a scatola chiusa.
Non sono neppure quì a farmi prendere in giro da una generazione che perchè ha vissuto ai margini di una guerra mondiale si sente in dovere di avere tuttto. Molti di questi ottuogenari hanno vissuto di ideali che sistematicamente ora negano ai più giovani in nome della crisi.

C'è una generazione di mezzo che è la mia, che non può stare con i vecchi, ma non è neppure così ingenua da stare con i poppanti. Dovremmo rassegnarci a essere più onesti con noi stessi.

Che starno da un libro sulle fotografie e storie visive si passa alla politica politicante.
Che strano. È senpre stato così e solo ora ci accorgiamo?
Che strano. È la vita
Che strano ?
Mah !
Forse non è poi così strano.

Senza rumore

10-09-2015 11:39

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Il ruomore per definizione è fastidioso. Il termine letterale anche in fotografia non è dei più amati. Quale fastidio potrà mai dare un pò di rumore in uno scatto?
Le differenze sono due. Se la fotografia è idea allora quella di includere del rumore metaforico nell'inquadratura è una soluzione stilistica notevole, può fare la differenza. Viceversa se il rumore introdotto nell'immagine è quello reale di un difetto meccanico/tecnologico allora quello è veramente fastidioso alla vista.

La fotografia è sembpre ambivalente, non chiara del tutto quando la si deve esprime a parole, pertanto, basta fare un esempio visivo chiaro e lampante che tutto assume un'altra valenza. Accostarsi al rumore metaforico mi piace, ma non sottovaluterei del tutto un certo rumore meccanico, che dà alle immagini, a mio parere, quel tocco quell'imperfezione che farà la differenza fra una fotografia fatta con il cuore e quella scattata con la sola tecnica, pensata a tavolino realizzata in maniera impeccabile ma il cui risultato è la mancanza d'anima.

Ecco parlando di rumore inevitabilmente si deve parlare anche del fotografo di cosa si fotografa. La pulizia silenziosa, senza alcun tipo di rumore che rende le immagini asettiche prive di qualsiasi interesse. Mentre se parliamo di luoghi e fotografiamo quelli privi di rumore ecco, quelli mi affascinano da sempre. Il silenzio udibile e non fastidioso è fonte di molte ispirazioni. Quindi il dilemma non solo fotografico è quanto sia accettabile il rumore?

Onestamente non lo so , personalmente credo che va a peridi, forse a giorni, o forse a sensazioni. Ecco questo mi piace, la sensazione che deve produrre un luogo, un'immagine è qualche cosa da ricercare. Con la fotografia tutto quello lo si può fare senza però far troppo "rumore". la ricerca continua.

Lasciate stare la fotografia.

24-07-2015 16:37

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Mi sono sempre ripromesso di non giudicare le immagini altrui.
Questo per due motivi fondamentali. Il primo è che quello che fotografano "gli altri" deriva da una visione del proprio mondo quindi bella o brutto quel mondo è tuo ti appartiene e io non posso fare altro che guardarlo. Certo gurdare e non giudicare il senso del tuo punto di vista che è la fotografia.
Il secondo motivo per cui non voglio mai giudicare le fotografie altri riguarda un aspetto essenziale con quale strumento hai realizzato quell'immagine, quanto è frutto dell'intuizione, quanto della tecnica e quanto del budget che hai avuto a disposizione.
Quì incrociamo un tema ostico ma reale. La fotografia come qualsiasi forma d'arte deve per forza di cose essere sopportata da strumenti che ti permettono di realizzare quell'arte. Per facilità di linguaggio diciamo che la fotografia non è mai stata molto economica. La tecnologia di supporto è sempre costosa ed anche oggi con la facilità del digitale le fotografia quella che si scatta in modo professionale costa sempre molto.
Altro discorso poi per non giudicare le immagini altri è quello del set fotografico.

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Nuovo diario non più su immaginarioweb.blogspot.com

19-10-2013 11:05

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Attraverso il mirino, colui che fotografa può uscire da sé ed essere dall’ altra parte, nel mondo, può meglio comprendere, vedere meglio, sentire meglio, amare di più.
(Wim Wenders)



Visioni immaginarie

23-06-2015 13:53

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Ricominciare a scrive un diario è cosa banale. Stabilire quello che c'è da scrive, è impegnativo. Difficile sarà averne la costanza.
Comunque questo diario non vuole essere necessariamente giornaliero, bensì un luogo dove mettere insieme alcuni pensieri o trattandosi di fotografia ristabilire una sorta di sguardo sulle cose che accadono. Coincidenza a me care dello sguardo che si fissano in immagini, che diventano poi pensieri.

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Coincidenze

07-08-2014 16:50

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Le immagini più banali se non sono realizzate in ditale oggi sembra che non possano essere create. Lo scatto quì proposto su quale supporto è stato fatto ? Personalmente dico ha poca importanza saperlo. È uno scatto, di cui l’autore non deve proprio ringraziare nessuno. Non il digitale, non l’analogico o qualche pellicola super professionale, non il cliente che lo ha commissionato, anzi, diciamola tutta fino in fondo; al cliente un grazie per avermi pagato. Voglio dire, un’immagine del genere non ha alcuna corrispondenza con il mezzo tecnologico dello scatto. Dico questo perchè seguendo su fecebook un fotografo ben noto che in questo periodo sta riproponendo suoi scatti realizzati in anni passati ci si accorge come i lavori in pellicola oppure quelli in digitale più recenti confluiscano in una visione unitaria senza distinzione. Oggi lo sappiamo c’è chi teorizza l’uso del cellulare anche per scattare reportage, e molti si scandalizzano (io per primo).
Comunque la si voglia interpretare il linguaggio è una cosa, la tecnologia è altro.
Personalmente sono legato più alla tecnologia che al linguaggio, ma capisco perfettamente chi ha la necessità di voler esprimere qualche concetto con immagini e non volendo usare le parole traduce il pensiero in qualche fotogramma. Attenzione però a non confondere le immagini con le fotografie. Ansel Adams da qualche parte ha teorizzato che: ”...le fotografie sono come le barzellette, se le devi spiegare non sono uscite bene.” Questo sia chiaro vale sia per le fotografie in pellicola che in digitale. Quindi indipendentemente dal mezzo usato spero che la “barzelletta” (fotografia) sia stata capita.
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